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17 novembre 2016

Gruppo Lube: un anno da record, intervista a Fabio Giulianelli

Gruppo Lube: un anno da record, intervista a Fabio Giulianelli, amministratore delegato del Gruppo Lube

Gruppo Lube ha concluso il 2015 con un fatturato di 174.500.000 euro e con una crescita del 15% rispetto all’anno precedente. Un incremento frutto di una strategia accurata che ha permesso al gruppo marchigiano di consolidare il ruolo centrale nel mercato nazionale e internazionale, con continui investimenti nei propri prodotti, nella ricerca e nell’innovazione.

Tutti i brand del Gruppo Lube sono un’eccellenza del Made in Italy e rappresentano una garanzia di qualità, del gusto, della creatività e dello stile tipicamente italiano. Un successo che dura da cinquant’anni, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale, e che pone l’azienda marchigiana al primo posto in Italia per numero di cucine prodotte.

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Fabio Giulianelli, amministratore delegato del Gruppo Lube

Fabio Giulianelli, amministratore delegato del Gruppo, commenta e spiega i risultati, guardando al futuro con un consapevole ottimismo.

Qual è stata la mossa vincente che ha permesso a Lube di registrare risultati così importanti?

Abbiamo letto con attenzione gli effetti della crisi sui consumatori finali e, di conseguenza, sui nostri clienti. I primi hanno modificato il proprio comportamento di acquisto ponendo massima attenzione alla ricerca di soluzioni di qualità con un prezzo più contenuto, che in settori come la moda, ad esempio, sono espresse da brand come Zara o H&M. I secondi hanno sofferto per la contrazione dei volumi di vendita e del fatturato che si è registrata in questi anni. Un calo che necessariamente ha avuto come ricaduta una erosione dei margini delle loro imprese. In questo contesto abbiamo deciso di lanciare il marchio Creo Kitchens, che ha nel suo dna la qualità garantita dai processi produttivi del Gruppo ma con prezzi più contenuti. Una risposta corretta a quel target di clientela che cerca nell’acquisto di una cucina economica anche soddisfazione e gratificazione emozionale. In altreparole stiamo diventando nel settore del mobile per cucina quello che Zara è nell’ambito fashion.

Qual è la politica distributiva che avete condiviso con i vostri clienti?

Attraverso uno studio approfondito di geolocalizzazione, abbiamo offerto loro la possibilità di aprire in aree strategiche punti vendita monomarca con format snelli – stiamo parlando di 300/400 metri quadri – e una formula espositiva fresca, accattivante e molto flessibile. Il risultato è sorprendentemente in linea con chi cerca di contenere la spesa senza doversi accontentare. In alcuni casi Creo Kitchen vive da solo, in molti altri l’offerta si modula con una gamma più ampia di proposte e di prezzo grazie all’inserimento di Lube. Il che ha offerto ai nostri clienti il vantaggio di aumentare il volume di affari, ottimizzare i costi di gestione, migliorare le economie di scala e quindi aumentare i margini. Una grande opportunità che hanno colto e stanno cogliendo tanti dei nostri clienti tradizionali, sempre più attenti a mettere in campo strategie adeguate alle nuove esigenze del mercato piuttosto che a proporre solo un prodotto.

Qual è oggi il ritmo delle nuove aperture?

Il trend è esponenziale nel Nord Italia, tanto che abbiamo sei squadre di montatori in campo che lavorano per poter seguire le nuove aperture. Stiamo parlando di una media di 40/50 aperture l’anno, di cui circa 20 dedicate esclusivamente a Creo.
Nel Sud il processo di comprensione delle nuove logiche è un po’ più lento ma comunque inesorabile e questo ci dà l’opportunità di crescere ulteriormente nei prossimi anni. In quest’ottica abbiamo preventivato un investimento di circa 10 milioni di euro in nuovi macchinari per poter rispondere con la nostra consueta tempestività a un numero di ordini in netta crescita.

A proposito di investimenti, quale è il piano di comunicazione che supporta i due marchi?

L’investimento totale supera il milione di euro ed è focalizzato prevalentemente sulla televisione, per lo più generalista, con campagne che hanno l’obiettivo di fare brand awareness. Di volta in volta poi la tv viene affiancata da quei media che meglio si profilano con il target del brand come per esempio la radio o il cinema. Sempre molto importante è poi il web sul quale investiamo oramai costantemente.

Con la nascita di Creo Kitchens si è modificato il posizionamento del marchio Lube?

Sicuramente è il nostro brand di punta e grazie alla sua ampiezza di gamma e alle soluzioni innovative che propone è perfetto per un consumatore che ha maggiori aspettative. Si è creato, in altre parole, una sorta di binomio complementare che è paragonabile, e prendo spunto ancora una volta dalla moda, a due grandi marchi come Tods e Hogan che, seppure entrambi di alto livello, sono risposte per due clienti diversi. Entrambi esigenti come quelli che scelgono Lube o Creo. Consumatori attenti a tutti gli aspetti: dal prodotto al servizio, dalla qualità al prezzo.

Fonte: Ambiente Cucina

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